Ciao. Questa lettera forse, anzi, di sicuro non la leggerai mai. In fondo al cuore lo spero: sei un tipo davvero imprevedibile, non credo che se scorressi ciò che sto scrivendo torneresti sui tuoi passi, anzi. Beh… Vorrei saper esprimere a parole qualcosa di indefinibile e illimitato da poterti dedicare, ma non mi viene niente in mente se non ti amo. Due parole, cinque lettere: non ho saputo dirlo. Prima di conoscerti la mia vita, malgrado parentesi del tutto orribili/giornataccie/litigate, era passabile: cioè, passava davanti ai miei occhi senza che facessi niente per cambiarla. Era lì, e non sapevo fare nient’altro che guardarla come una stupida, senza capire cosa stessi aspettando. Poi ti ho visto: e davvero è cambiato tutto. Solo a pensarci sorrido: eri lì, distante, e in pochi secondi già volevo averti accanto, a due passi da me. Ho sognato, credevo fossi irraggiungibile: eppure hai subito incrociato il mio sguardo. E così ci siamo conosciuti: raccontarti dei nostri discorsi assurdi sarebbe davvero stupido! Pensare che ogni volta che ti accennavo ad alcuni miei argomenti davvero fuori dal comune mi ascoltavi: tutti hanno sempre trovato ridicoli i miei pensieri, io stessa. Tu invece no: mi guardavi, dicevi che ti piaceva sentirmi parlare. Ti raccontavo del mio mondo, un universo piccolo e decisamente folle, e tu eri lì, e sorridevi. Se parlassi del tuo sorriso… la cosa più bella che io abbia mai visto. Ogni volta che ti guardavo, arrossivo come una stupida: pensavo “esiste qualcosa di più divino?” ma subito abbassavo gli occhi. Come quella volta che mi hai chiesto cosa pensavo di te: non ce l’ho fatta, mi sentivo una perfetta idiota. Pensavo troppo, e non ho avuto la capacità di dirti che eri… che sei tutto quello che rappresenta una vita. La notte non chiudevo occhio, aspettavo impaziente e felice i tuoi messaggi: frasi bellissime, che non pensavo potessero essere dedicate proprio a me. Mi sembrava meglio di un sogno: eri così perfetto che temevo di parlare di te! Credevo che pronunciando il tuo nome potessi svanire, puf, perderti in una frazione di secondo. Nel mia mente però eri il principio e la fine di ogni pensiero, eri ovunque, in ogni immagine, in ogni canzone. Sempre e solo tu. Non immagini, nessuno può immaginare cosa ho provato nel perderti: è stato in un attimo, eppure dura ancora adesso non tanto il dolore, ma il senso di vuoto di quel momento. Ho respirato a fondo, più volte, ma l’aria non mi arriva: mi guardo attorno, e non ha più senso nemmeno tutto quello che amo. Non posso amare se non c’è l’amore stesso in me e con me: io ti amo. Non te l’ho detto, ne mai te lo dirò, è troppo tardi e per te di sicuro non sono valsa niente. Ma non è una colpa: sono i sentimenti che ci rendono umani, e occorre seguirli. C’è chi come te lo fa, chi come me si blocca ed è imprigionato tra ricordi e speranze. Sono un illusa, stupida… ma ti amo. Non so quanto ancora potrò morire, ma forse solo quando non proverò nulla per te sarò davvero morta. Ti amo, non so che altro dire se non questo. Il resto lo può dire Chopin. La lingua della musica è l’unica che tu davvero puoi capire. Il mio cuore è sparito: solo tu lo hai. Nessun’altro. <3
E’ stato un bellissimo film: non avendo letto il libro, mi ha sorpreso moltissimo (c’erano molti colpi di scena, anche se già mi aspettavo che Piton sarebbe stato stronzo =__=”). Inoltre gli effetti speciali erano… wow! La partita di Quidditch sembrava reale, per non parlare degli scontri a colpi di bacchetta!